
Non sempre macinare chilometri su chilometri è la scelta ideale per un viaggio fotografico, ma certamente lo è quando si va per la prima volta in un posto e si cerca di capire bene quel posto che cos’ha da dirci – fotograficamente parlando.
Se tornerò in futuro a fotografare la Sardegna – e certamente lo farò – sarà isolando piccole zone circoscritte, ma potrò farlo appunto perché stavolta ho fatto tanti, tantissimi km in macchina per avere un’idea generale di questa bella regione, di questa isola pazzesca.
E qual è l’idea generale che mi sono fatto della Sardegna? Beh…che non si può avere un’idea generale della Sardegna! Un piacevole commento pubblicato sotto ad uno dei vlog realizzati in terra sarda ha scritto che “la Sardegna è un mini continente”. È proprio vero! Una varietà incredibile di paesaggi, di atmosfere, di realtà diverse che convivono come per miracolo in questa isola.
Facciamo subito un esempio fotografico.
LE ANIME DELL’ISOLA

Quando pensiamo alla Sardegna, spesso, si pensa a mare azzurro, spiagge limpide, cieli sereni. E probabilmente è così che viene pubblicizzata, l’immagine che i vacanzieri amano vedere della Sardegna. Ma qui è tutto diverso. Siamo in Costa Smeralda, e una giornata di pioggia ha regalato un look quasi irlandese a questa magnifica zona costiera. In questo scatto, che ho realizzato in focus stacking per avere tutto a fuoco anche nella “cornice” di primo piano, ho provato appunto a racchiudere questa idea, questo concetto: e cioè che l’immagine che mi ero io stesso preconfezionato della Sardegna (rappresentata dal faro e dalle acque azzurre) è totalmente accerchiata da ciò che invece della Sardegna mi ha colpito subito; il mare mosso, gli scogli che graffiano le ginocchia, il cielo dark. È in questo momento che mi sono reso conto di essere in un ambiente dai paesaggi drammatici, con la fortuna di esserci capitato con il meteo più drammatico (e stimolante) possibile: il tempo variabile.
YIN E YANG

Ma la Sardegna è fatta anche di paesaggi più “intimi”: qui infatti 2 alberi cercano un “incontro” improbabile e difficile, in mezzo ad una magnifica fioritura di asfodeli. Se vogliamo, anche in questa foto possiamo leggere un concetto semplice quanto decisivo: i due alberi di sughero (chiaro e scuro, luce e ombra, yin e yang) trovano un equilibrio, dinamico e precario, e dal loro incontro nasce nuova linfa vitale. È incredibile di come la Natura sia piena di “lezioni” di vita, sussurrate a chi ha voglia di ascoltarle, e appena ho notato questa incredibile scena, non ho potuto fare a meno di catturarne l’essenza in una foto.
QUANDO L’ASTRAZIONE FA IL PAESAGGIO

Scattare sotto il sole di mezzogiorno, per un paesaggista, può essere mortificante. È in situazioni del genere che chi sa sfruttare al massimo il teleobiettivo ritrova coraggio. Per questa foto, realizzata in un paesaggio tanto vasto e dispersivo quanto bellissimo e particolare, mi ero da poco rassegnato all’idea di non portare a casa scatti buoni dalle Dune di Porto Pino. Ma lavorando con il teleobiettivo e senza scoraggiarmi, ho fatto tanti scatti che sono serviti da “allenamento”, e nel vlog sono certo che li abbiate visti. Fare scatti di allenamento, anche banali magari come quelli che sono arrivati prima di questo, è servito in realtà alla realizzazione di questo scatto che, forse, è quello che preferisco da tutto il viaggio in Sardegna. Mi ha predisposto a “vedere” l’essenza del paesaggio, ha reso il mio cervello attivo e recettivo a scatti meno “convenzionali” e mi ha portato a catturare una foto che rende il paesaggio totalmente astratto: non si capisce più il soggetto, non si capiscono le dimensioni del luogo, non si capisce fino in fondo che cosa stiamo guardando. E quando il paesaggio si fa astratto, spesso, è quando la foto si fa idea. O almeno questo è quello che provo io – e spero arrivi anche a voi che leggete!
NON SCORAGGIATEVI SE PIOVE!

Un appunto finale lo voglio lasciare sull’idea negativa che molti fotografi che incontro durante i miei corsi e workshop hanno sul maltempo. Lo dico spesso, ma vedo ancora moltissimi amanti della fotografia che non escono a scattare con il brutto tempo, oppure che mi chiedono “ma se piove annulliamo il workshop?”. Ebbene, la pioggia non è un problema, non è un ostacolo: è un’occasione. Prima di tutto per mettersi alla prova: scattare sotto la pioggia, o durante le piogge, può essere stancante, demotivante, ma portarsi a casa lo scatto buono dà una soddisfazione enorme. E poi è un’occasione perché – non sempre, ma spesso – la pioggia può portare a situazioni pazzesche. E questo scatto ne è una dimostrazione. Chiunque sarebbe scappato via dal posto con quelle condizioni: pioggia, attesa in auto di un’ora; si scatta, ripiove, attesa in auto di un’altra ora; tempo nuvoloso, luce piatta; e poi? E poi la meraviglia. Che ti ripaga di tutto, sia a livello fotografico che individuale.
Concludiamo questo primo articolo dalla riapertura del blog, dopo quasi 3 anni di silenzio, ribadendo che la Sardegna mi ha conquistato e che spero di averne catturato almeno in parte l’anima – o le anime – che la rendono così viva.
LA SERIE DI VIDEO DALLA SARDEGNA
ALTRI SCATTI DAL VIAGGIO






















Grande Nik, ottimo articolo e foto stupende… Se non avessi detto che fosse la Sardegna, mi sarebbero venute in mente la Normandia, la Scozia o appunto l’Irlanda. Come vedo, gli alberelli non mancano mai 🤣
Per quanto riguarda il maltempo, in passato magari, se vedevo nuvoloso sopra la meta che dovevo raggiungere, non partivo; invece adesso è il contrario: appena vedo le nuvole, parto 🤣
Complimenti per le foto, che sono tutte bellissime. Menzione speciale per quella delle Dune di Porto Pino, che mi ricorda molto le foto del maestro Fontana.
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Ciao Andrea! Grazie del commento.
La menzione su Fontana mi onora e non me la merito, ma grazie di cuore!
Il maltempo è una bella occasione per andare a scattare! A volte magari ti fa tornare a mani vuote, ma quando succede quel che deve succedere….è una goduria 😉
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Articolo molto interessante, piacevole da leggere. E’ sempre un piacere seguirti e le foto sono sempre fonte di ispirazione. Complimenti per la nuova iniziativa, molto apprezzata. A presto!
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Grazie Cristina, un saluto!
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Ciao Niccolò, le foto sono ottime manco c’è la necessità di confermare ciò sopratutto da un amatore come io sono, quello che volevo chiederti invece è questo; nella due prime foto postate, il messaggio che è giunto a me dopo la tua breve descrizione ha fatto centro. Nella prima hai sdoganato la Sardegna ha qualcosa che non sia solo mare sabbia e cocktell, ma c’è di più qualcosa che cerchiamo a migliai di km ma la si può trovare anche molto più vicino. Nella seconda foto non avevo inquadrato bene il particolare degli alberi ma con la tua descrizione, direi ottima messaggio. La terza mi lascia perplesso non ho ricevuto il messaggio, sicuramente dipende da me ma mi è stato difficile capirlo, la quarta hai voluto dire la tua su quando uscire a fotografare, e sono d’accordissimo con il messaggio che invii, pensa che ho un sogno nel cassetto fotografare i fulmini su di un particolare monumento nei pressi della mia zona, ma sai che non mi capita mai sono inc..zato. Ho scritto molto spero che non ti dia fastidio ma volevo dirtelo, ciao.
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Ciao, grazie del commento! Il messaggio della terza foto mi pareva chiaro, comunque volevo sottolineare come l’esercizio a vedere con il teleobiettivo potesse portare a realizzare foto che non sono tanto “quello che vediamo” ma un’idea più astratta 🙂
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