Foto “cartolina”: giusto o sbagliato?

Eseguire foto “classiche” dalle foto “già viste” e, perché no, anche dagli scatti “cartolina” non è necessariamente una cosa sbagliata, così come non è sintomo di scarsa fantasia.

Prima di tutto, sebbene la foto del molo semisommerso a Torre del Lago Puccini sia una cartolina vista e rivista, ogni momento è unico e uguale solo a se stesso. È praticamente impossibile che si ripresentino le medesime, identiche condizioni di ogni altra alba: le stesse nuvole, la stessa qualità di luce, la stessa direzione della luce, la stessa foschia, etc. Certo, magari è la stessa composizione. Ma niente vieta che in qualche modo quella sia la “tua” foto e non quella di qualcun altro. Si tratta comunque della personale e soggettiva ricerca del proprio “io” fotografico, che a volte deve anche passare da quelle fotografie, da quelle composizioni viste e riviste. La differenza sostanziale tra la tua foto di quel determinato luogo, di quel determinato soggetto, e le migliaia di altre foto dello stesso luogo o soggetto, è che la foto è la “tua”. Ti sei svegliato tu in piena notte, hai preso tu la macchina guidando al buio per non so quanto tempo per arrivare a fare la foto che ti eri immaginato. Hai usato la tua macchina fotografica, con le impostazioni che tu credevi necessarie. Hai usato la tua testa per imparare tutto ciò che ti ha portato ad essere il fotografo che eri nel momento che hai scattato quella foto.

Senza contare che è proprio grazie a questo processo che spesso si trovano altre composizioni, quelle che invece, alla fin della fiera, sono davvero le “nostre”. Spesso, partire dalla composizione “classica”, dalla “cartolina” aiuta a compiere qualcosa che a volte è molto difficile: rompere il ghiaccio – fotograficamente parlando. Può capitare di trovarsi una fredda mattina nel buio più totale a cercare una composizione e non essere soddisfatti di quanto riusciamo a fare. Allora sarà estremamente facile abbattersi e trovarsi in un “blocco” creativo.

Iniziare invece con una foto “classica” – addirittura banale – ma ben riuscita, aiuta a rompere il ghiaccio e, con la prima foto della giornata già in saccoccia, ripartire con entusiasmo alla ricerca di nuove opportunità e composizioni. Esattamente come è avvenuto quella mattina a Torre del Lago: dopo aver “eseguito” la composizione classica, ho pensato che la luce tenue e diffusa successiva all’alba sarebbe stata perfetta per una lunga esposizione minimale e semplice. Ed è allora che ho scattato quella che sento davvero come la “mia” foto di Torre del Lago.

La personale esplorazione di un paesaggio passa inevitabilmente anche dalle “cartoline” e dalle composizioni già viste. Fa parte del processo creativo! Basta non accontentarsi di creare semplici cartoline, ma ricercare sempre l’immagine più personale in cui ci riconosciamo maggiormente.

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