Una giornata “sfortunata” a Calafuria

Calafuria, giornata di pioggia e schiarite. O meglio, le previsioni dicevano che sarebbe stato un pomeriggio di pioggia e schiarite. Dopo una mattina di pioggia, ero impaziente di vedere queste mutevole condizioni che avrebbero dovuto verificarsi nel pomeriggio influenzare il paesaggio marittimo che avevo davanti.

Ben presto, però, mi rendo conto che quello che doveva essere un pomeriggio con condizioni drammatiche e ricche di atmosfera si stava trasformando in una delle più classiche giornate “da spiaggia”. Nonostante la giornata autunnale di Novembre, il sole illuminava tutta la costa, rendendo il clima estremamente gradevole ed il paesaggio assolutamente impossibile da fotografare.

Dopo aver scattato l’immagine che vedete in copertina, il sole ha reso impossibile qualsiasi altra composizione. Cosa fare dunque quando le condizioni che pensavi di trovare non ci sono?

Di buttare via la giornata non se ne parla proprio. Questi momenti sono ideali per fare un po’ di scouting nella zona, specialmente considerando che in questa zona sto preparando un workshop fotografico dedicato alla fotografia paesaggistica. Ma, fortunatamente, la costa rocciosa tra Antignano e Calafuria riserva innumerevoli sorprese.

Con la luce dura che arriva a circa 45° sul terreno, si apre uno scenario incredibile. Quelle che sembravano semplici scogli, visti da vicino diventano tanti paesaggi in miniatura. Quasi paesaggi lunari o extra-terrestri, oserei dire. E basta puntare la macchina fotografica verso i tuoi piedi per far sì che si crei la magia: arcobaleni, montagne rocciose, crateri lunari… Il solo limite in questo tipo di fotografia è la nostra immaginazione.

Obiettivo fisso 35mm oppure teleobiettivo tra i 55mm e i 70mm: dipende molto dalla composizione che sto scegliendo. Diaframmi abbastanza chiusi (F11 – F16) perché ottenere uno sfocato non desiderato in questi casi equivale a buttare via la foto. Ricontrollo infatti su ogni scatto la corretta messa a fuoco, perché altrimenti va fatto un focus stacking.

Ma forse non è detta l’ultima parola: l’orario del tramonto si avvicina e torno verso lo spot che avevo preparato in precedenza.

Riesco appena in tempo a cogliere l’ultimo raggio di luce della giornata, prima che il sole andasse a nascondersi dietro ad una di quelle nuvole che tanto avevo sperato di trovare tre ore prima.

Questo è il momento giusto per le lunghe esposizioni. Trasformare l’acqua in nebbia grazie al lungo tempo di scatto. Naturalmente sono stati utilizzati filtri ND per queste foto (ND64 o ND1000) per far entrare meno luce e allungare quindi il tempo di esposizione.

E mi trovo ancora una volta a contemplare il mare, ascoltare le sue onde, vedere la luce che si spegne piano piano e si nasconde dietro all’orizzonte. E anche se certe giornate non vanno come speravi, almeno a livello di condizioni, non puoi fare a meno di sentirti rigenerato e ricaricato da un pomeriggio di fotografia nei paesaggi che più ami.

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